L’Illusione della Pratica Perfetta: dalla Forma all’Anima, il Vero Viaggio dello Yoga
- divinaathena82
- 2 giorni fa
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Per troppo tempo ci è stato insegnato, in modo esplicito o meno, che una pratica efficace debba essere anche visibilmente perfetta: una posizione eseguita con precisione, un corpo elastico, una forma che somiglia a quella delle immagini che vediamo normalmente sui social.
Ma questa idea così diffusa, è anche profondamente limitante.
Lo Yoga non è performance
Lo Yoga non è una performance, non è circo e non è nemmeno sensazionalismo.
Non pratichiamo Yoga per far vedere come stiamo bene nel nostro outfit da palestra o come siamo bravi a contorcerci in una posizione complicata.
Lo Yoga è ascolto e attenzione profonda.
L’arte dell’ascolto profondo
Lo Yoga, quindi, ci invita ad un ascolto che non ha bisogno di spettatori.
Secondo i grandi maestri, ogni volta che entriamo in un asana, dovremmo farlo con sacralità, rispetto e silenzio: questo porta a maggior attenzione e presenza consapevole.
Quella presenza consapevole che trascende l'ego e si mette a disposizione dell'anima.
La variante come atto di presenza
Quando, per problematiche passeggere o per condizioni di salute particolari, scegliamo di adattare una posizione, non stiamo facendo meno; stiamo facendo esattamente ciò che lo Yoga ci insegna: rispettarci.
La pratica dello Yoga senza rispetto, non è Yoga.
La variante, quindi, non è un segnale di limite.
Sforzarsi di entrare in una posizione che ci porta a dolore o all’aumento di condizioni critiche, va contro il principio di Ahimsa, la non violenza.
L’ascolto dei propri limiti è invece un atto di intelligenza, una dichiarazione di presenza.
Ogni corpo è un universo in evoluzione
Ogni corpo ha la sua storia, le sue memorie, le sue possibilità; e ogni giorno queste possibilità possono cambiare.
Pretendere di ricreare una forma ideale significa ignorare questa realtà viva e mutevole, allontanarsi dai propri bisogni e gettare a terra il rispetto verso di sé.
Lasciare andare il bisogno di essere abbastanza
La resa verso la propria unicità ti porta a lasciar andare l’idea di dover essere abbastanza ( abbastanza elastica, abbastanza forte, abbastanza brava) ed è lì che si inizia davvero a entrare nella pratica.
Lo Yoga vero non pretende di darci la perfezione del corpo (che non esiste); ma ci dona la possibilità di tornare alla nostra autenticità.
Il corpo come porta verso l’anima
Questo ascolto profondo diventa allora una soglia.
Attraverso il corpo, entriamo in relazione con qualcosa di più vasto: la nostra anima.
E grazie a questa relazione, possiamo comprendere profondamente ciò che siamo e ciò che ci circonda.
Conoscere se stessi per conoscere l’universo
Chi conosce se stesso, conosce l’universo. Questo è ciò che gli antichi greci sostenevano.
Non è solo una frase poetica: è un cammino che richiede onestà, lentezza e presenza; ed è un principio chiave della pratica del Lalitya™ Yoga.
Lalitya™ Yoga: il ritorno all’essenziale
Ed è esattamente qui che il Lalitya™ Yoga si distingue da molti stili moderni e occidentali.
In un panorama in cui molte pratiche moderne tendono a semplificare, velocizzare o addirittura desacralizzare lo Yoga, il Lalitya™ Yoga riporta al centro ciò che è essenziale: l’introspezione.
L'introspezione come pratica di evoluzione
Praticare veramente Yoga non è solo di muovere il corpo.
E’ ascoltare ciò che emerge, senza giudizio; è accogliere i propri limiti e amarli; è consapevolezza di poter sempre migliorare e avere fede nel cambiamento.
Nel Lalitya™ Yoga, ogni gesto diventa un linguaggio, ogni respiro, un portale, ogni asana, una preghiera.
Nessuna forma perfetta
Non esiste una forma perfetta da raggiungere.
Ognuno di noi è unico e questa unicità si esprime anche nel corpo.
Ciascuno di noi ha delle caratteristiche particolari, a volte anche dolorose o invalidanti, che vanno rispettate.
E’ bene ricordare che non è il praticante che si deve adattare allo Yoga: è lo Yoga che si deve adattare al praticante.
Dove lo Yoga accade davvero
Ecco che la vera pratica inizia proprio quando smettiamo di cercare di fare tutto alla perfezione e iniziamo ad ascoltare.
Quando ascoltiamo il corpo e il respiro; quando ascoltiamo e accogliamo le emozioni che emergono; quando torniamo consapevolmente a noi stessi.
Lì, tutta la potenza dello Yoga si fonde nel nostro abbraccio.
Simona



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