Viaggio sciamanico: il viaggio interiore per ritrovare se stessi
- divinaathena82
- 11 feb
- Tempo di lettura: 3 min

A volte sentiamo di esserci persi.
Un evento perturbante, una delusione, una cattiva notizia.
Ed ecco che ci sentiamo a pezzi.
Una parte di noi è rimasta indietro, incastrata in un dolore che non abbiamo saputo attraversare fino in fondo.
Il viaggio sciamanico nasce proprio per questo: per riportarci a casa.
Cos’è il viaggio sciamanico
Il viaggio sciamanico non è una tecnica di rilassamento, né una semplice visualizzazione. E' un viaggio di coscienza.
Attraverso il suono (tipicamente il tamburo), il respiro e l’intento, entriamo in uno stato di percezione profonda che ci permette di varcare le soglie del visibile e accedere ai mondi interiori.
Nello sciamanesimo si parla di tre mondi: il mondo di mezzo (la realtà ordinaria), il mondo superiore e il mondo inferiore. Ed è proprio nel mondo inferiore che avviene uno dei lavori più potenti e delicati: il recupero dell’anima.
Il mondo inferiore: cos’è davvero
Quando si parla di inferi, è facile fraintendere. Non si tratta dell’inferno inteso come luogo di punizione.
Il mondo inferiore è uno spazio sotterraneo della coscienza, un archivio sacro.
È il luogo dove:
sono custodite le nostre memorie profonde
risiedono i nostri talenti dimenticati
dimorano gli animali di potere
incontriamo le guide spirituali
sentiamo la presenza degli avi
E' anche il luogo dove, durante eventi perturbanti della vita, parti della nostra anima possono frammentarsi e rifugiarsi.
Cos’è la frammentazione dell’anima
Secondo la visione sciamanica, l’anima è un’unità viva, dinamica.
Quando attraversiamo esperienze troppo intense per il nostro sistema, come: lutti, separazioni, traumi, litigi violenti, abbandoni, shock emotivi, una parte di noi può frantumarsi e distaccarsi per proteggerci dal dolore.
Questo meccanismo nasce come strategia di sopravvivenza; il problema è che quei frammenti dispersi non sono facili da recuperare in maniera autonoma.
Come riconoscere un’anima frammentata
Non sempre ce ne rendiamo conto in modo razionale, ma il corpo e l’energia parlano costantemente, usando il loro linguaggio.
Alcuni segnali comuni sono:
poca voglia di vivere o di gioire
sensazione di vuoto o di apatia
mancanza di energia vitale
difficoltà a prendersi cura di sé
noncuranza nel vestire e nell’alimentazione
tendenza agli eccessi (cibo, lavoro, sostanze, relazioni)
sensazione di distanza dal presente
In sostanza, è come se mancasse un pezzo del puzzle.
Il recupero dell’anima: tornare integri
Il recupero dell’anima è una pratica sciamanica antica, potente e profondamente rispettosa.
Attraverso il viaggio sciamanico (che avviene in meditazione), l’accompagnatore (lo sciamano) viaggia nei mondi interiori per ritrovare i frammenti d’anima e integrarli nuovamente nella persona.
E’ importante fare chiarezza: nessuno può fare un recupero dell’anima in solitaria.
Quando si scende nelle proprie profondità, negli inferi interiori, è necessario che qualcuno tenga il filo, che accompagni: si scende, ma si deve poter risalire.
Nemmeno Dante ha compiuto il viaggio in solitaria: Virgilio era con lui. (La Divina Commedia è ritenuta da molti studiosi un viaggio sciamanico).
Il ruolo dell’accompagnatore
L’accompagnatore non sistema al posto nostro, ma è colui o colei che:
guida il viaggio
protegge il campo energetico
dialoga con le guide
facilita il ritorno dei frammenti
aiuta l’integrazione nel corpo e nella vita quotidiana
Il vero lavoro, poi, continua nel tempo, con ascolto, presenza e rispetto per ciò che è tornato.
Ricomporre l’anima, ritrovare se stessi
Quando i frammenti d’anima tornano, spesso accadono cose semplici e profonde:
l’energia aumenta
il corpo diventa più prestante
torna la voglia di prendersi cura di sé
emergono talenti sopiti
la gioia torna a scorrere
Questo non avviene perché la vita ad un tratto diventa perfetta; ma perché siamo di nuovo interi.
Il viaggio sciamanico attraverso la meditazione non è una fuga dalla realtà: è un atto di coraggio.
Decidere di fare questa esperienza vuol dire scegliere di scendere nelle proprie profondità per riportare alla luce ciò che siamo sempre stati.
Se senti il richiamo, ascoltalo: l’anima conosce la strada del ritorno.
Se desideri essere accompagnato/a da me in un viaggio sciamanico attraverso la meditazione, contattami.
Simona



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