Yoga facciale per un ringiovanimentonaturale: prendersi cura del viso, delcorpo e di sé

Immagine generata con IA
C'è un concetto importante su cui è bene iniziare: invecchiare non è qualcosa da combattere, bensì è un processo naturale da vivere serenamente.
Questa è la prima cosa a cui dobbiamo pensare quando ci approcciamo ad una sessione di yoga facciale.
Dietro a questa pratica non c'è soltanto il desiderio di avere una pelle più tonica, un viso più
disteso o qualche ruga in meno.
C'è qualcosa di molto più interessante: la possibilità di dedicare ogni giorno qualche minuto a noi stesse, ascoltare il nostro volto, riconoscere le tensioni che accumuliamo e ritrovare un rapporto più sereno con la nostra immagine.
Lo yoga facciale può diventare così un piccolo rituale di benessere, per sentirci bene nella
nostra pelle indipendentemente dalla nostra età.
Che cos'è lo yoga facciale?
Lo yoga facciale, o face yoga, comprende esercizi di movimento e consapevolezza dei
muscoli del volto, tecniche di rilassamento, respirazione e automassaggio.
L'idea di fondo è semplice: come alleniamo e mobilizziamo il corpo, possiamo imparare a
conoscere e utilizzare meglio anche la muscolatura del viso.
Il viso, infatti, non è una superficie immobile: è una struttura estremamente dinamica,
attraversata continuamente da espressioni, emozioni, contrazioni e rilassamenti.
Sorridiamo, aggrottiamo la fronte, stringiamo la mandibola, socchiudiamo gli occhi davanti
alle fonti luminose, serriamo i denti quando siamo stressate.
E spesso lo facciamo senza nemmeno accorgercene.
Lo yoga facciale ci invita innanzitutto a diventare consapevoli di tutto questo.
Ringiovanimento naturale: che cosa significa davvero?
Quando sentiamo parlare di ringiovanimento naturale, rischiamo di cadere in un equivoco.
Questa pratica non vuole promettere che gli esercizi proposti possano fermare il processo
biologico dell'invecchiamento, ma aiutare il viso ad essere la versione migliore di sé nella
stagione della vita che stiamo vivendo.
La ricerca sul face yoga è ancora in una fase iniziale.
Un piccolo studio pubblicato su JAMA Dermatology (condotta dalla Northwestern University su un campione di donne di mezza età) dopo un programma di esercizi facciali da 30 minuti a sessione per un periodo di 20 settimane, ha osservato alcuni miglioramenti nella pienezza delle guance e nell'aspetto complessivo del viso. Una revisione sistematica più recente ha trovato risultati incoraggianti sulla pratica assidua che ha portato alla ridefinizione dell’ovale e alla tonicità dei muscoli facciali.
I miglioramenti che divengono visibili con la giusta costanza, sono ottenuti grazie a specifici
movimenti, respirazione, rilassamento, consapevolezza corporea e tempo dedicato a sé.
Non è vanità: è il modo in cui ci guardiamo
Prendersi cura del proprio aspetto viene spesso considerato qualcosa di frivolo; come se
desiderare di sentirsi più belle significasse necessariamente essere ossessionate dalla
bellezza.
Non è così.
Guardarsi allo specchio e piacersi un po' di più può avere un significato molto più profondo
per la nostra psiche.
Quando ci prendiamo cura di noi, mandiamo anche un messaggio a noi stesse: io sono
importante per me stessa.
Non significa pretendere di ottenere un volto da ventenne quando si è over 40, ma di imparare a riconoscersi, anche mentre cambiamo.
L'età modifica il nostro viso, il nostro corpo, la nostra pelle e il modo in cui ci muoviamo.
È normale: fa parte della vita.
Il problema nasce quando ogni cambiamento viene interpretato come qualcosa da
correggere, nascondere o combattere.
Lo yoga, invece, può insegnarci un'altra strada: osservare senza giudicare.
Il vero obiettivo: sentirsi bene nella propria pelle
Una pratica di yoga facciale può diventare un appuntamento quotidiano di pochi minuti.
Ci fermiamo, respiriamo, chiudiamo gli occhi.
Lasciamo andare la mandibola, ammorbidiamo la fronte, rilassiamo lo spazio tra le
sopracciglia.
E improvvisamente ci accorgiamo di quanta tensione stavamo portando sul volto.
Questo può cambiare anche il modo in cui percepiamo il nostro viso: non soltanto come
qualcosa che gli altri guardano, ma come una parte del nostro corpo che sappiamo gestire
dall'interno.
E' una prospettiva molto yogica.
La pratica dello yoga, infatti, è stata associata a una maggiore consapevolezza corporea e a un rapporto più positivo con il proprio corpo.
Il punto non è diventare perfette, ma sviluppare una relazione meno critica e più
consapevole con ciò che siamo.
Il viso racconta molto più di quello che pensiamo
Il volto non vive isolato dal resto del corpo.
Pensiamo alla mandibola, ad esempio.
Quando siamo sotto pressione, capita spesso di stringere i denti. La tensione può
coinvolgere la muscolatura della mandibola e del collo e accompagnarsi a modificazioni
della postura della testa e delle spalle.
Pensiamo ora alla respirazione.
Quando siamo agitate, il respiro può diventare più rapido e superficiale e il corpo tende a
organizzarsi diversamente per accompagnarlo.
Pensiamo infine alla postura.
Testa, collo, torace, bacino e piedi partecipano continuamente all'organizzazione del nostro
equilibrio.
Per questo una pratica consapevole non dovrebbe limitarsi a fare degli esercizi mirati davanti allo specchio.
Dovrebbe, invece, coinvolgere il corpo intero.
Dalla mandibola alle spalle: il corpo è una rete
Uno dei concetti più interessanti quando si parla di movimento è quello delle relazioni
miofasciali.
Muscoli e fascia non funzionano come componenti completamente indipendenti: esistono
continuità anatomiche e funzionali attraverso le quali tensioni e movimenti possono
influenzare il modo in cui altre regioni del corpo lavorano.
Il nostro corpo, infatti, è un sistema integrato, e respirazione, postura, tono muscolare e
movimento meritano di essere osservati nel loro insieme.
Il pavimento pelvico, per esempio, non lavora in isolamento: la sua funzione è collegata alla
gestione della pressione interna e alla coordinazione con respirazione, addome e
muscolatura del tronco.
Anche la postura dei piedi contribuisce all'organizzazione dell'intero corpo.
Ed è proprio questa visione globale che rende lo yoga (e lo yoga facciale) così interessante.
E i piedi? La connessione che non ti aspetti
Che cosa c'entrano i piedi con il viso?
Più di quanto immaginiamo, ma non nel senso semplicistico con cui talvolta viene raccontato sui social.
I piedi sono la nostra base d'appoggio. Informano continuamente il sistema nervoso su come siamo in contatto con il terreno e partecipano all'organizzazione dell'equilibrio.
Una modifica dell'appoggio può essere accompagnata da adattamenti lungo la catena
posturale: caviglie, ginocchia, bacino, colonna e, in determinate situazioni, anche testa e
collo.
Allo stesso modo, una testa portata molto in avanti o una mandibola costantemente
contratta possono inserirsi in uno schema generale di tensione.
Il corpo è continuamente alla ricerca di equilibrio e adattamento e grazie ad una buona
pratica yogica, possiamo imparare ad entrare in ascolto di queste dinamiche.
Il viso può influenzare anche il nostro umore?
Il nostro volto non comunica soltanto emozioni agli altri: esiste una relazione bidirezionale tra espressione, percezione e stato emotivo, anche se i meccanismi sono complessi e non
vanno semplificati in formule del tipo “Fai un sorriso e passerà tutto".
Una pratica che combina movimento facciale, respirazione lenta e rilassamento può
diventare un momento di pausa e autoregolazione.
E soprattutto ci costringe a fare una cosa che spesso dimentichiamo: fermarsi.
In un mondo in cui passiamo continuamente da una notifica all'altra, da un appuntamento all'altro, da un impegno all'altro, cinque o dieci minuti davanti allo specchio possono diventare sorprendentemente preziosi, per ritornare alla presenza di noi stesse senza giudizio.
Una piccola pratica di yoga facciale per iniziare
Non serve cominciare con una routine complicata.
Prova così:
1. Respira e osserva
Siediti comodamente e chiudi gli occhi.
Fai alcuni respiri lenti.
Porta la tua attenzione sulla fronte, sugli occhi, sulle guance e soprattutto sulla mandibola.
Chiediti: dove sto trattenendo tensione?
Non cercare subito di modificarla: prima ascoltala.
2. Rilassa la mandibola
Lascia che i denti si separino leggermente.
La lingua può appoggiarsi comodamente sul palato senza spingere.
Fai alcuni respiri mantenendo morbida la zona della mascella.
3. Risveglia le guance
Porta delicatamente un sorriso, senza stringere gli occhi e senza forzare.
Mantieni per qualche secondo e poi rilassa completamente.
Ripeti lentamente.
L'obiettivo è percepire il movimento.
4. Ammorbidisci la fronte
Porta l'attenzione alla fronte.
Immagina di allargare lo spazio tra le sopracciglia.
Lascia cadere la tensione.
Respira.
5. Concludi con un automassaggio
Con le mani pulite, esegui movimenti molto delicati sul viso, senza trascinare la pelle e
senza esercitare una pressione eccessiva.
Puoi partire dalla mandibola, passare alle guance e terminare sulle tempie.
Il gesto deve essere piacevole.
Attenzione! Non praticare l'automassaggio se:
sei reduce da un intervento odontoiatrico o al viso/testa
recentemente ti sei sottoposta a trattamenti estetici invasivi
soffri di condizioni dermatologiche acute (meglio sentire prima il parere del proprio medico)
hai lesioni o contusioni al viso
soffri di gravi problemi circolatori o linfatici
stai seguendo un trattamento medico che potrebbe essere influenzato dalla stimolazione facciale.
In conclusione
Lo yoga facciale può essere un'interessante pratica complementare di benessere,
soprattutto quando viene inserito in una visione più ampia che comprende movimento,
respirazione, sonno, alimentazione, cura della pelle e gestione dello stress.
Le prove scientifiche sui suoi effetti estetici sono ancora limitate, ma incoraggianti.
Come tutte le pratiche, anche lo yoga facciale va svolto con costanza e consapevolezza.
E’ bene vivere questo rituale davanti allo specchio come un momento per noi stesse, senza
che diventi un’ossessione nella ripetizione o nei risultati.
Il vero obiettivo dello yoga facciale è quello di sentirci più presenti, più rilassate, più
consapevoli, con più autostima e un po' più in pace con noi stesse.
Simona



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