Sciamanesimo: oltre i falsi miti, alla riscoperta della sua vera essenza

Quando si pronuncia la parola sciamanesimo, molte persone immaginano immediatamente uomini dipinti, tamburi, rituali misteriosi e sostanze allucinogene.
E' comprensibile: è l'immagine che il cinema, i documentari sensazionalistici e i social hanno costruito negli ultimi decenni.
Ma questa immagine racconta solo una piccolissima parte di una storia immensamente più grande.
Lo sciamanesimo appartiene all'umanità
Lo sciamanesimo non è una religione; è probabilmente una delle forme più antiche di spiritualità che l'essere umano abbia conosciuto.
Popoli della Siberia, delle Americhe, dell'Africa, dell'Asia, dell'Oceania e perfino dell'Europa hanno sviluppato pratiche che oggi definiremmo sciamaniche. Cambiavano i nomi, cambiavano gli strumenti, cambiavano le tradizioni, ma il principio rimaneva lo stesso: entrare in relazione con ciò che normalmente sfugge ai nostri sensi.
In alcune culture queste pratiche sono sopravvissute fino ai giorni nostri, in altre sono state quasi cancellate da guerre, colonizzazioni, persecuzioni religiose e trasformazioni sociali.
Il desiderio dell'uomo di dialogare con la Natura, con gli Spiriti, con gli Antenati e con il Mistero, però, non è mai scomparso; ha semplicemente cambiato volto.
La più grande disinformazione
Oggi esiste una grande confusione intorno allo sciamanesimo.
Molti credono che il viaggio sciamanico coincida con l'assunzione di ayahuasca, peyote, iboga o altre piante considerate sacre.
In realtà questa è soltanto una delle tante modalità presenti in alcune tradizioni.
Ridurre lo sciamanesimo alle sostanze psicotrope equivale a pensare che tutta la musica del mondo sia rappresentata da un solo strumento.
Il cuore dello sciamanesimo non è la sostanza: è lo stato di coscienza.
Lo sciamano impara ad attraversare stati interiori particolari per ottenere conoscenza, guarigione, intuizione e contatto con il mondo invisibile.
Il nostro cervello possiede già strumenti straordinari
L'essere umano possiede naturalmente la capacità di modificare il proprio stato di coscienza.
Lo sperimentiamo ogni notte attraverso i sogni, durante profonde meditazioni, nella contemplazione della natura, nella preghiera, nel canto, nella danza rituale o attraverso il ritmo costante del tamburo.
La ricerca scientifica continua a studiare molecole naturalmente presenti nel nostro organismo, come la DMT (N,N-dimetiltriptamina), il cui ruolo fisiologico non è ancora completamente chiarito. La sua possibile funzione nei processi della coscienza è ancora oggetto di studio e rappresenta un campo di ricerca affascinante.
Non abbiamo necessariamente bisogno di assumere sostanze esterne per intraprendere un viaggio interiore: la nostra coscienza possiede già risorse sorprendenti.
Il tamburo, il respiro, il canto, il silenzio e la meditazione sono stati utilizzati per migliaia di anni proprio per favorire questo passaggio.
Le piante sacre meritano rispetto
Questo significa che le piante maestre non abbiano valore?
Assolutamente no.
Nelle culture indigene esse rappresentano una medicina sacra e gli sciamani che le utilizzano non improvvisano.
Spesso dedicano molti anni della loro vita a un percorso iniziatico rigoroso, imparando a conoscere ogni pianta, i suoi effetti, le sue controindicazioni, i tempi della raccolta, la preparazione e il contesto rituale in cui può essere utilizzata.
Quelle piante fanno parte del loro territorio, respirano la stessa aria, nascono nello stesso ecosistema, sono intrecciate con la lingua, la cosmologia e la storia del loro popolo.
Per questo motivo è importante avvicinarsi a queste tradizioni con profondo rispetto, evitando di trasformarle in esperienze esotiche da consumare.
Anche noi abbiamo uno sciamanesimo
Spesso immaginiamo che lo sciamanesimo appartenga soltanto alle foreste amazzoniche.
Eppure anche l'Europa ha conosciuto figure che dialogavano con il mondo invisibile:
Orfici
Pitagorici
Guaritrici
Erboristi
Benandanti
Donne sapienti
Custodi dei boschi
Persone che conoscevano il linguaggio degli alberi, delle erbe, delle stagioni e degli animali
Molte di queste tradizioni sono state perseguitate o lentamente assorbite dalla religione popolare, ma non sono scomparse; hanno semplicemente cambiato nome.
In Italia sopravvivono ancora antichi rituali, feste stagionali, pratiche contadine, benedizioni, conoscenze sulle erbe e tradizioni popolari che conservano l'eco di una spiritualità molto più antica.
Forse non la chiamiamo più sciamanesimo, ma il suo spirito continua a vivere.
Ritornare alle nostre radici
Credo che il vero cammino sciamanico non consista nell'imitare culture lontane, ma nel ritrovare il dialogo con il luogo in cui siamo nati.
Con i nostri alberi, con i nostri fiumi, con le nostre montagne, con gli antenati che hanno camminato sulla stessa terra molto prima di noi.
Ogni popolo ha ricevuto una propria medicina, ogni territorio custodisce una propria saggezza.
Non abbiamo bisogno di cercare lontano ciò che forse sta già aspettando di essere ascoltato sotto i nostri piedi.
Lo sciamanesimo, in fondo, non è una tecnica: è un modo di abitare il mondo.
E’ ricordare che la Natura non è qualcosa di separato da noi; ma l’invito ad ascoltare quella parte silenziosa che, da sempre, conosce la strada verso Casa.
Simona



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