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Yoga e i Cinque Elementi: quando il corpo diventa Natura

divinaathena82
7 lug
Tempo di lettura: 5 min
Donna che pratica yoga in natura, vicino agli alberi e ad un lago, con il sole e il vento fra le foglie. Pratica immersa agli elementi della natura, risvegliando i chakra

Nello yoga alcuni asana vengono vissuti con sensazioni riconducibili agli elementi naturali.


Ecco che un movimento diventa vento che accarezza la pelle, una posizione si trasforma in radice che affonda nella terra, un’energia risvegliata ha il calore del sole, il posizionamento del bacino in un asana diventa il dolce fluire dell’acqua


Nella tradizione yogica questi principi sono chiamati Pancha Mahabhuta, i Cinque Grandi Elementi.


Essi non rappresentano soltanto la materia che compone l'Universo, ma anche la nostra natura più profonda. Ogni respiro diventa così un dialogo tra il corpo umano e il cosmo, ricordandoci che non siamo separati dalla Natura, ma una delle sue infinite espressioni.


I Cinque Elementi nello Yoga


Secondo la filosofia yogica, tutto ciò che esiste nasce dalla combinazione di cinque elementi:

  • Terra (Prithvi)

  • Acqua (Apas)

  • Fuoco (Agni)

  • Aria (Vayu)

  • Etere (Akasha).


Questi elementi non descrivono soltanto il mondo esterno. Vivono dentro di noi come qualità fisiche, emotive, energetiche e spirituali.


Quando uno di essi prevale o si indebolisce, cambia il nostro modo di sentire, di respirare, di muoverci e di relazionarci con la vita.


Lo Yoga è arte dell'armonia: riportare gli elementi in equilibrio affinché il corpo, la mente e lo spirito possano esprimere il loro naturale stato di benessere.


Gli elementi e i Chakra


Terra: Muladhara Chakra - 1° Chakra


La Terra è stabilità. Rappresenta il corpo, la sicurezza, il sentirsi sostenuti dalla vita.


Quando Muladhara è armonico ci sentiamo presenti, radicati e capaci di affrontare le sfide con fiducia.


Alcuni asana che favoriscono questo elemento:


  • Tadasana (la Posizione della Montagna)

  • Malasana (la Posizione della Ghirlanda)

  • Virabhadrasana I (la Posizione del Guerriero 1)

  • Vriksasana (la Posizione dell’Albero)


Queste posizioni ci insegnano ad affondare le radici nella Terra e a ritrovare il nostro centro.


Acqua: Svadhisthana Chakra - 2° Chakra


L'Acqua è movimento, emozione, creatività, capacità di adattarsi.


Quando questo elemento è in equilibrio impariamo a fluire con gli eventi senza perdere la nostra essenza.


Alcuni asana consigliati:


  • Baddha Konasana (la Posizione della Farfalla)

  • Mandukasana (la Posizione della Rana)

  • Deviasana (la Posizione della Dea)

  • Banarasana (la Posizione della Scimmia)


Il bacino torna morbido, il respiro più libero e le emozioni possono finalmente scorrere.


Fuoco: Manipura Chakra - 3° Chakra


Il Fuoco rappresenta la trasformazione, la volontà, il coraggio, la capacità di realizzare ciò che sentiamo autentico.


Alcuni asana particolarmente efficaci:


  • Navasana (la Posizione della Barca)

  • Kumbhakasana (la Posizione della Panca)

  • Utkatasana (la Posizione della Sedia)

  • Parivritta Trikonasana (la Posizione del Triangolo in Torsione)


Il calore prodotto dalla pratica non è soltanto fisico: è il simbolo della nostra energia vitale che si risveglia.


Aria: Anahata Chakra - 4° Chakra


L'Aria è il respiro, l'apertura del cuore, la libertà, la compassione.


Alcuni asana consigliati:


  • Ustrasana (la Posizione del Cammello)

  • Bhujangasana (la Posizione del Cobra)

  • Matsyasana (la Posizione del Pesce)

  • Setu Bandhasana (la Posizione del Ponte)



Quando il torace si apre, anche il respiro cambia e con esso il nostro modo di stare nel mondo.


Etere: Vishuddha, Ajna e Sahasrara Chakra - 5°, 6°, 7° Chakra


L'Etere è lo spazio che accoglie ogni cosa; è il silenzio, l'ascolto, la coscienza.


È l'elemento più sottile, quello che rende possibile l'esistenza degli altri quattro.


Alcuni asana che favoriscono questa dimensione:


  • Padmasana (la Posizione del Loto)

  • Siddhasana (la Posizione Perfetta)

  • Viparita Karani (la Posizione Invertita)

  • Savasana (la Posizione del Cadavere o del Rilassamento Finale)


Qui la pratica diventa meditazione e presenza.


Il piccolo popolo e gli spiriti della Natura


Ogni cultura ha raccontato gli elementi attraverso immagini differenti.


Nella tradizione europea incontriamo fate, gnomi, elfi, ondine e salamandre, simboli delle diverse forze della Natura.


Nella tradizione vedica troviamo invece i Deva, gli Yaksha, i Naga e altri esseri sottili che custodiscono l'ordine naturale del cosmo.


Pur appartenendo a culture differenti, queste figure possono essere lette come linguaggi simbolici che ci ricordano una verità semplice: la Natura è viva e dialoga continuamente con noi.


Quando pratichiamo Yoga immersi in un bosco, davanti a un fiume o semplicemente in un parco, o a casa, accanto ad una pianta in vaso, molte persone sperimentano un senso di profonda connessione con tutto ciò che le circonda.


Che lo si interpreti come esperienza spirituale, immaginazione simbolica o particolare stato di coscienza, il risultato è spesso lo stesso: ci sentiamo parte di qualcosa di immensamente più grande.


Cosa accade nel cervello quando pratichiamo?


Le neuroscienze stanno mostrando come la pratica dello Yoga possa favorire uno stato di equilibrio del sistema nervoso.


La respirazione lenta, il movimento consapevole e la meditazione contribuiscono a regolare il sistema nervoso autonomo, attivando il sistema parasimpatico e favorendo una maggiore interocezione, ovvero, la capacità di percepire ciò che accade all'interno del nostro corpo.


Quando il cervello riceve segnali di sicurezza, diminuiscono gli stati di allerta e diventa più semplice sperimentare calma, presenza e senso di connessione con l'ambiente naturale.


E’ anche per questo che, dopo una pratica profonda, molte persone raccontano di sentirsi in pace o a casa, come se il confine tra sé e la Natura diventasse più sottile.


E la fisica quantistica?


Negli ultimi anni il termine quantistico è entrato spesso nel linguaggio della crescita personale.


La fisica quantistica studia il comportamento della materia e dell'energia a livello subatomico e ha rivoluzionato la nostra comprensione dell'Universo.


Ad oggi, però, non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un collegamento diretto tra gli asana e fenomeni quantistici.


Ciò non toglie che il corpo umano sia un sistema straordinariamente complesso, attraversato da impulsi bioelettrici, campi elettromagnetici, processi neurochimici e continui scambi di informazione.


La ricerca continua a esplorare questi fenomeni, mentre la tradizione yogica offre da millenni una mappa esperienziale della relazione tra corpo, mente e coscienza. 

Le due prospettive possono dialogare senza essere confuse.


Quando il corpo diventa Natura: l'esperienza del Lalitya™ Yoga


Nel mio metodo Lalitya™ Yoga gli elementi non sono soltanto un insegnamento della filosofia yogica, ma diventano un'esperienza concreta da vivere con tutto il corpo.


Ogni pratica è dedicata a uno dei cinque elementi e viene costruita affinché gli asana permettano di percepirne le qualità profonde.


La stabilità della Terra, la fluidità dell'Acqua, la forza trasformativa del Fuoco, la leggerezza dell'Aria, l'immensità silenziosa dell'Etere.


Ogni sequenza è pensata non soltanto per il benessere fisico, ma per risvegliare dentro di noi quella particolare energia che l'elemento rappresenta.


Ogni asana è accompagnato da una frase di potere e da un'intenzione consapevole che permette di integrare l'energia dell'elemento nella vita quotidiana.


Nel Lalitya™ Yoga, tuttavia, la pratica non termina quando l'ultimo asana viene sciolto.

Alla fine della pratica sul tappetino inizia il viaggio più importante: attraverso una breve meditazione guidata, accompagno i praticanti ad ascoltare ciò che il corpo ha vissuto: le sensazioni, le emozioni, le immagini interiori e le intuizioni emerse durante il movimento.


L'esperienza corporea diventa così esperienza interiore.


La Terra diventa fiducia, l'Acqua insegna ad accogliere il cambiamento, il Fuoco alimenta il coraggio della trasformazione, l'Aria apre il cuore alla leggerezza, l'Etere conduce verso il silenzio, la presenza e l'ascolto profondo.


Per me questo è il significato più autentico dello yoga: non limitarsi a eseguire delle posizioni, ma ricordare che siamo parte della stessa Natura che contempliamo.


Quando il corpo si muove in armonia con gli elementi, anche la mente ritrova il proprio equilibrio e in quell’istante comprendiamo che la Terra, l'Acqua, il Fuoco, l'Aria e l'Etere non sono fuori di noi.

Sono sempre stati dentro di noi, in attesa di essere riconosciuti.


Simona


 
 
 

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